Composites Europe 2010
Dal 14 al 16 settembre prossimi si terrà a Essen (Germania) la quinta edizione di Composites Europe, una delle maggiori fiere e forum internazionali dedicata alle tecnologie dei compositi e al lightweight. La manifestazione quest’anno si terrà in concomitanza con Alluminium, ospiterà anche il meeting annuale di AVK e avrà come Paese partner l’Olanda. Per il programma e il call for papers dei forum: Composite Europe Forum.
Per informazioni su come esporre: Exhibitors.
Manovra finanziaria, sanatoria catastale come condono
26/05/2010 - Una regolarizzazione degli abusi edilizi relativi alla modifica della consistenza e della destinazione di un immobile. La domanda di sanatoria, che dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010, consentirà di pagare le tasse dovute dal 1° gennaio 2009 e un terzo delle sanzioni. Decorsa la data del 31 dicembre, gli interessati rischieranno una multa fino a 1/3 del valore catastale.
Sarebbe questa la misura relativa agli immobili, contenuta nella sulla manovra finanziaria 2011-2013 da 24 miliardi di euro, varata ieri sera dal Consiglio dei Ministri.
Secondo le indagini dell’Agenzia del Territorio, avviate due anni fa, sarebbero circa 2 milioni gli immobili “fantasma”, cioè non dichiarati al catasto. Per la regolarizzazione, aperta fino al 31 dicembre, sono previsti incentivi ai Comuni pari al 33% delle maggiori entrate.
Grazie alla sovrapposizione delle mappe catastali con le fotografie aeree sono state individuate oltre 2 milioni di particelle non ancora registrate. Per 518 mila sono state presentate le pratiche di aggiornamento, con un incremento delle rendite catastali di circa 250 milioni di euro.
Sono state diverse le manifestazioni di dissenso. “La regolarizzazione catastale è uguale al condono”, ha affermato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine del Consiglio dei Ministri. Sull’emersione degli immobili sconosciuti al catasto, Errani ha sottolineato che se si regolarizza una casa senza nessuna concessione edilizia si tratta di fatto di un condono. È stato infatti ipotizzato un ampliamento della misura da parte del Parlamento. Il Presidente ha annunciato per giovedì prossimo l’apertura del confronto in Conferenza delle Regioni.
Incerta l’entità del gettito derivante dalla regolarizzazione secondo il Nens, associazione nuova economia nuova società, dal momento che con in base alle tecniche utilizzate non si può stabilire se tutte le particelle rilevate siano da accatastare. La rendita inoltre potrebbe diminuire se dalle costruzioni a uso abitativo si passasse a magazzini o garage.
Ci sono poi altri casi di dubbio, come le prime abitazioni, che non sono soggette a Ici e Irpef, e i pagamenti di rendite presunte in attesa di usucapione, che non si configurano come evasione.
Per quantificare gli effetti della manovra sono però ancora necessarie limature alle parti tecniche e aggiustamenti prima della firma del Presidente della Repubblica.
Sarebbe questa la misura relativa agli immobili, contenuta nella sulla manovra finanziaria 2011-2013 da 24 miliardi di euro, varata ieri sera dal Consiglio dei Ministri.
Secondo le indagini dell’Agenzia del Territorio, avviate due anni fa, sarebbero circa 2 milioni gli immobili “fantasma”, cioè non dichiarati al catasto. Per la regolarizzazione, aperta fino al 31 dicembre, sono previsti incentivi ai Comuni pari al 33% delle maggiori entrate.
Grazie alla sovrapposizione delle mappe catastali con le fotografie aeree sono state individuate oltre 2 milioni di particelle non ancora registrate. Per 518 mila sono state presentate le pratiche di aggiornamento, con un incremento delle rendite catastali di circa 250 milioni di euro.
Sono state diverse le manifestazioni di dissenso. “La regolarizzazione catastale è uguale al condono”, ha affermato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine del Consiglio dei Ministri. Sull’emersione degli immobili sconosciuti al catasto, Errani ha sottolineato che se si regolarizza una casa senza nessuna concessione edilizia si tratta di fatto di un condono. È stato infatti ipotizzato un ampliamento della misura da parte del Parlamento. Il Presidente ha annunciato per giovedì prossimo l’apertura del confronto in Conferenza delle Regioni.
Incerta l’entità del gettito derivante dalla regolarizzazione secondo il Nens, associazione nuova economia nuova società, dal momento che con in base alle tecniche utilizzate non si può stabilire se tutte le particelle rilevate siano da accatastare. La rendita inoltre potrebbe diminuire se dalle costruzioni a uso abitativo si passasse a magazzini o garage.
Ci sono poi altri casi di dubbio, come le prime abitazioni, che non sono soggette a Ici e Irpef, e i pagamenti di rendite presunte in attesa di usucapione, che non si configurano come evasione.
Per quantificare gli effetti della manovra sono però ancora necessarie limature alle parti tecniche e aggiustamenti prima della firma del Presidente della Repubblica.
Infrastrutture: assegnato meno della metà dei fondi Cipe
26/05/2010 - A quasi un anno dall’approvazione del Piano CIPE del 26 giugno 2009, più della metà delle risorse destinate ai programmi di opere medio-piccole (piano delle opere medio-piccole, edilizia scolastica, risanamento idrogeologico, ricostruzione in Abruzzo ed edilizia carceraria) risulta ancora da assegnare: finora 1,55 miliardi di euro su 3,41 miliardi di euro destinati (pari al 45%). Complessivamente, risulta confermato dal Governo il 66% delle risorse del Piano (7,53 su un totale di 11,33 miliardi di euro). Nonostante i due terzi delle risorse siano già state confermate, le ricadute del Piano risultano ancora molto limitate sul mercato delle nuove opere pubbliche.
Sono questi i dati dell’ultimo documento predisposto dal Centro Studi dell’Ance, sullo stato di avanzamento del Piano CIPE nonchè sull’utilizzo delle risorse per infrastrutture. Il documento segue di pochi giorni l’assegnazione di circa 760 milioni di euro a progetti ricompresi nel Piano delle opere prioritarie (Programma stralcio di edilizia scolastica per 358 MEuro, Linea Ferroviaria Rho-Gallarate per 292 MEuro e Galleria sulla Salerno-Reggio Calabria per 110 MEuro), deliberata il 13 maggio scorso dal CIPE. L’Ance registra, inoltre, una situazione di “overbooking” sul Fondo infrastrutture per un importo totale di 1,5 miliardi di euro che mette a rischio il finanziamento di tutte le opere previste inizialmente nel Piano ed in particolare la seconda tranche del Piano di opere medio-piccole che aspetta ancora finanziamenti per 388 milioni di euro. L’utilizzo di risorse del Fondo strategico della Presidenza del Consiglio dei Ministri potrebbe permettere di ovviare a questa situazione.
Infine, sulla tempestiva messa a disposizione delle risorse destinate ad infrastrutture grava in modo particolarmente preoccupante il problema della cassa del Fas che rischia di ritardare la realizzazione delle opere. Per questa ragione, si rende necessario un intervento del Governo volto a chiarire i tempi dell`effettiva messa a disposizione delle risorse destinate alle opere infrastrutturali.
Infine, sulla tempestiva messa a disposizione delle risorse destinate ad infrastrutture grava in modo particolarmente preoccupante il problema della cassa del Fas che rischia di ritardare la realizzazione delle opere. Per questa ragione, si rende necessario un intervento del Governo volto a chiarire i tempi dell`effettiva messa a disposizione delle risorse destinate alle opere infrastrutturali.
Con la Manovra arriva la sanatoria catastale
25/05/2010 - Sarà discusso stasera in CdM il decreto legge recante misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica. La manovra per il 2011 e il 2012, che tra le varie misure prevede la regolarizzazione degli “immobili fantasma”, ha fatto discutere per il possibile inserimento del condono edilizio, che sembra al momento escluso.
Nel testo sul tavolo del Consiglio dei Ministri resta quindi la razionalizzazione catastale, una misura che consentirà la regolarizzazione degli immobili sconosciuti al Catasto, ma che risultano dai rilievi fotografici ottenuti con un’operazione di verifica avviata due anni fa.
Per la regolarizzazione degli immobili fantasma ci sarà tempo fino al 31 dicembre con sanzioni ridotte di un terzo. In caso di mancata risposta, all’immobile sarà applicata una rendita presuntiva. Decorsa tale data si rischierà d vedersi attribuita una rendita presunta, e di pagaare una multa fino ad un terzo del valore catastale.
Il gruppo di lavoro ha esaminato anche tre possibilità:
- la regolarizzazione immediata entro due mesi dall’entrata in vigore della norma, con il pagamento delle imposte dovute negli ultimi due anni senza sanzioni;
- la regolarizzazione entro sei mesi con il pagamento delle ultime cinque annualità senza sanzioni;
- il pagamento delle ultime cinque annualità sommate alle sanzioni.
Dalle stime effettuate la regolarizzazione degli immobili non dichiarati potrebbe generare un gettito da 1,5 miliardi di euro.
Resta però da risolvere l’incognita dell’abusivismo. Secondo molti operatori del settore, infatti, agli immobili non dichiarati potrebbero in certi casi essere associati anche degli abusi edilizi. Per questo il Governo aveva pensato alla sanatoria urbanistica che, insieme alle nuove dichiarazioni catastali, avrebbe movimentato circa 6 miliardi.
L’ipotesi di condono, oltre al concordato sugli immobili fantasma, ha però suscitato un’ondata di critiche e polemiche. “Un nuovo condono - ha dichiarato l’ANCE - sarebbe un gravissimo errore. Soprattutto in una fase di crisi economica come questa, una misura del genere rischia di svolgere un ruolo di concorrenza sleale e di danneggiare le imprese che operano all’insegna della trasparenza e nella legalita”.
Dopo l’incontro col Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il presidente di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli si è dichiarato ottimista sulla possibilità di esclusione definitiva del condono edilizio. D'altra parte, però, senza condono i Comuni potrebbero trovarsi di fronte a una serie di edifici realizzati in zone dove non sarebbe stato possibile costruire, dovendo attivare lunghe e costose pratiche per la demolizione.
La palla passa ora al CdM, che dalle 18 avvierà la discussione sulla manovra.
Nel testo sul tavolo del Consiglio dei Ministri resta quindi la razionalizzazione catastale, una misura che consentirà la regolarizzazione degli immobili sconosciuti al Catasto, ma che risultano dai rilievi fotografici ottenuti con un’operazione di verifica avviata due anni fa.
Per la regolarizzazione degli immobili fantasma ci sarà tempo fino al 31 dicembre con sanzioni ridotte di un terzo. In caso di mancata risposta, all’immobile sarà applicata una rendita presuntiva. Decorsa tale data si rischierà d vedersi attribuita una rendita presunta, e di pagaare una multa fino ad un terzo del valore catastale.
Il gruppo di lavoro ha esaminato anche tre possibilità:
- la regolarizzazione immediata entro due mesi dall’entrata in vigore della norma, con il pagamento delle imposte dovute negli ultimi due anni senza sanzioni;
- la regolarizzazione entro sei mesi con il pagamento delle ultime cinque annualità senza sanzioni;
- il pagamento delle ultime cinque annualità sommate alle sanzioni.
Dalle stime effettuate la regolarizzazione degli immobili non dichiarati potrebbe generare un gettito da 1,5 miliardi di euro.
Resta però da risolvere l’incognita dell’abusivismo. Secondo molti operatori del settore, infatti, agli immobili non dichiarati potrebbero in certi casi essere associati anche degli abusi edilizi. Per questo il Governo aveva pensato alla sanatoria urbanistica che, insieme alle nuove dichiarazioni catastali, avrebbe movimentato circa 6 miliardi.
L’ipotesi di condono, oltre al concordato sugli immobili fantasma, ha però suscitato un’ondata di critiche e polemiche. “Un nuovo condono - ha dichiarato l’ANCE - sarebbe un gravissimo errore. Soprattutto in una fase di crisi economica come questa, una misura del genere rischia di svolgere un ruolo di concorrenza sleale e di danneggiare le imprese che operano all’insegna della trasparenza e nella legalita”.
Dopo l’incontro col Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il presidente di Rete Imprese Italia Carlo Sangalli si è dichiarato ottimista sulla possibilità di esclusione definitiva del condono edilizio. D'altra parte, però, senza condono i Comuni potrebbero trovarsi di fronte a una serie di edifici realizzati in zone dove non sarebbe stato possibile costruire, dovendo attivare lunghe e costose pratiche per la demolizione.
La palla passa ora al CdM, che dalle 18 avvierà la discussione sulla manovra.